1° premio / concorso di idee

Le tre età della città, ridisegnare, ricucire, rileggere il centro storico della città di Bacoli

Bacoli (NA) / 2026


Frammenti a cavallo tra epoche – Bacoli “città di mare, archeologia e scoperta”
Bacoli si configura come un palinsesto stratificato, un luogo in cui storia, paesaggio e vita quotidiana si intrecciano in un continuo dialogo. Le testimonianze archeologiche non sono elementi isolati, ma parti vive del tessuto urbano, integrate in un sistema dove il passato riemerge costantemente. Emblema di questa dinamica è il Parco Archeologico di Baia, una vera e propria “Pompei sommersa” che conserva strade, mosaici, ville e impianti termali, sommersi a causa del bradisismo. Si tratta di un patrimonio unico e sorprendente, ancora tutto da scoprire e ri-scoprire.
Il progetto interpreta questa complessità come un grande mosaico, in cui elementi storici, paesaggistici e contemporanei si ricompongono in un’unica narrazione urbana. Nasce così un nuovo layer progettuale che connette questi frammenti in un sistema coerente, capillare e immediatamente leggibile. Attraverso micro-interventi puntuali nelle strade, nelle piazze e nei punti nodali, si intende stimolare la curiosità e la partecipazione, dando vita a una rete narrativa che invita cittadini e visitatori a esplorare, sostare e interpretare.
Il concetto di mosaico, reinterpretato in chiave contemporanea, trova la sua espressione nell’uso dei QR code come tessere digitali. Ispirandosi all’opera Metawork di Michelangelo Pistoletto, questo moderno mosaico si configura come un dispositivo ibrido, fisico e digitale: una soglia tra epoche. Si tratta di un segno vivace e colorato, capace di attivare contenuti, racconti e ricostruzioni collegando archeologia, arte, paesaggio, storia e informazione di interesse comune. Ogni tassello non è soltanto un segnale visivo, ma un vero portale narrativo che amplia la percezione dei luoghi attraverso la nuova App del Comune di Bacoli pensata al passo delle più innovative città della cultura.

Percorso urbano tra fronte mare e fronte lago
L’intervento urbano si articola tra due fronti: quello sul mare e quello sul lago attraverso una sequenza di punti nodali, collegati da un percorso riconoscibile e segnalato da tessere-mosaico. Queste, integrate nella pavimentazione o applicate su porzioni di facciate con colori accesi, accompagnano l’esploratore attraverso il centro storico in un’asse che collega Piazza Marina Grande e il nuovo Parco Mirabilis. Il progetto prevede diverse scale di intervento come diverse sono le aree presenti nel centro storico di Bacoli. Ogni tassello di questo mosaico viene qui di seguito descritto nella sua specificità e contrassegnati come negli elaborati grafici seguendo le tappe del percorso.

(A) Fronte mare, Piazza Marina Grande: Luogo strategico di connessione tra città, mare e area archeologica, la piazza viene riconfigurata in un’ottica di maggiore armonia, permeabilità e apertura verso il golfo di Napoli, facilitando l’accesso alla spiaggia e alla Tomba di Agrippina. I parcheggi vengono dislocati lungo via Ovidio, la piazza si dilata e raddoppia il proprio respiro. Le volumetrie esistenti vengono alleggerite e riorganizzate per restituire continuità al fronte costiero. Nuovi padiglioni leggeri, mobili e modulari, accolgono la vendita e il consumo sul posto di mitili e pesce fresco a km0, ravvivando la piazza con nuove funzioni.

I nuovi padiglioni: Concepiti per essere componibili e adattabili a seconda delle diverse funzioni, facilmente delocalizzabili, sono progettati come piccoli moduli quadrati delle dimensioni di 3,5mx3,5m. La struttura pensata come un elemento flessibile può essere assemblata dando vita a configurazioni variabili che rispondono alle esigenze di attività temporanee o stagionali. Destinati, ad esempio, al nuovo mercato sul fronte mare o al noleggio imbarcazioni sul fronte lago, sono facilmente adattabili ad ulteriori destinazioni. I pannelli di rivestimento dei padiglioni, così come l’arredo urbano, sono realizzati con biomateriali innovativi derivati da scarti di ostriche, vongole e cozze. Una scelta di economia circolare che rafforza e rappresenta l’identità locale, trasformando uno scarto in una risorsa costruttiva ecologica e riciclabile, in linea con le sperimentazioni internazionali presentate all’ultima Biennale di Architettura di Venezia e alla fiera di design EDIT Napoli 2025.

(n.1-4) Tomba di Agrippina e Cento Camerelle: In prossimità dei principali siti archeologici, i QR code danno accesso a un ricco patrimonio digitale: ricostruzioni tridimensionali, immagini storiche, attività interattive, rimandi alle vedute del Grand Tour e informazioni culturali. Il progetto sperimenta qui il tema della “soglia” in modo non solo digitale: a supporto dei QR code, pannelli tattili incorniciano le archeologie, lasciando all’osservatore la scelta della prospettiva e della modalità di approfondimento.

(n.2) Piazza Marconi: La piazza viene rivitalizzata con la realizzazione di un pavimento in cemento colorato, concepito come un’opera di street art. Icone scomposte della città – Baia sommersa, la Piscina Mirabilis, il Castello di Baia – si intrecciano in geometrie e pixel, inglobando le linee di un campo da basket e un QR code narrante. La piazza, considerata la vicinanza alla scuola media, diventa così un luogo vitale di incontro e gioco per i giovani. Le panchine esistenti fungono da sedute per gli spettatori, mentre le alberature garantiscono ombreggiatura. I canestri, amovibili, consentono un uso flessibile dello spazio per eventi e aggregazione. La corte sul retro viene valorizzata con nuove alberature e panchine, e i parcheggi in prato strutturale vengono riorganizzati in modo lineare su un solo lato.

(n.3) Chiesa di Sant’Anna: Le alzate dei gradini della scalinata monumentale di accesso alla chiesa si trasformano in una nuova quinta scenica che ridisegna in chiave contemporanea la figura di Sant’Anna. L’opera, oltre a essere un attrattore per le nuove generazioni, si pone come obiettivo l’interazione intergenerazionale, tra cultura locale e nuove possibilità di aggregazione. I gradoni vengono riconfigurati come sedute-panca, anche qui un QR code fornisce informazioni storiche, orari di visita e servizi liturgici.

 

(n.5) Il Pozzo: Questo slargo tra via De Rosa, via Ercole e via Sant’Anna viene valorizzato come scorcio caratteristico e trasformato in un piccolo spazio di sosta attrezzato con panchine-fioriere e cestini per la raccolta differenziata. Qui, come lungo tutto il percorso, l’arredo urbano è realizzato con un biomateriale innovativo e sostenibile, derivato dagli scarti dei mitili (cozze, ostriche, vongole).

(B) Fronte lago, Parco Mirabilis: L’area oggi agricola tra la villa comunale e la Piscina Mirabilis, viene considerata una possibile area d’intervento per la realizzazione del nuovo parco. Uno spazio in grado di ricucire archeologia e paesaggio in un asse visuale e pedonale continuo, dal lago Miseno fino alla collina-belvedere. Da questo punto elevato si apre un panorama ampio e luminoso su Bacoli, sul lago, su Monte di Procida e sulle isole, in un unico sguardo capace di restituire la potente continuità del luogo.
A monte un nuovo varco d’accesso alla “cattedrale dell’acqua” è definito da una rete metallica, ispirata alle architetture eteree di Edoardo Tresoldi, che rievoca le arcate dell’enorme cisterna romana e ne rende percepibile la monumentalità ipogea. Questa soglia contemporanea trasparente e ariosa è una scultura sospesa e destinata a dissolversi nel cielo. Un’architettura aerea rispettosa del paesaggio ma al contempo un landmark che funge da attrattore e rende l’antica cisterna “visibile”, rintracciabile e accessibile in modo diretto attraverso la scala o i sentieri che percorrono la collina. All’interno del parco sono previsti inoltre un’area giochi per i bambini ed un padiglione espositivo. A valle della collina, l’asse del parco termina con un pontile sul lago Miseno dove un padiglione – amovibile e modulare – ospita il noleggio di piccole imbarcazioni elettriche, SUP e canoe per esplorare il lago e ammirare il paesaggio che lo circonda. Attraverso questo nuovo asse si valorizza l’area attualmente meno utilizzata della villa comunale e si riqualificano i due edifici esistenti, quello a sud già destinato a infopoint e proloco (per la sua posizione strategica affianco al parcheggio) e quello a nord da destinare a biglietteria e bookshop.

Vedutismo digitale:  Il tema del mosaico digitale e quello del Grand Tour si fondono in opere che scompongono i dipinti in pixel. Il vedutismo ottocentesco legato al Grand Tour ha lasciato un archivio visivo di straordinario valore, in cui Bacoli e i Campi Flegrei occupano un posto privilegiato. La luce mediterranea, la stratificazione storica dei luoghi e il rapporto continuo tra architettura antica e paesaggio naturale furono elementi che conquistarono grandi autori come William Turner, Jakob Philipp Hackert e Carl Rebell. Le loro vedute, spesso costruite come quinte sceniche sospese tra realtà e idealizzazione, restituivano Bacoli come luogo di meraviglia: un paesaggio colto, poetico, immerso in una dimensione sospesa tra mito e natura. Tra le sue conclamate bellezze, Bacoli è ancora oggi un territorio capace di generare ispirazione artistica. Nel tentativo di riannodare con leggerezza questo patrimonio visivo al quotidiano contemporaneo, alcune di queste rappresentazioni sono state ridisegnate e riportate nello spazio pubblico. Il dipinto “Sunset over the Campi Flegrei” di Rebell, viene ricodificato graficamente e trasposto sulle facciate dell’edificio comunale nella villa fronte lago, destinato a biglietteria e bookshop del nuovo Parco Mirabilis. In questo gesto, la memoria pittorica diventa materia urbana.

I diversi interventi descritti attraverso la narrazione del percorso sono esemplificativi di una più ampia strategia di progetto interdisciplinare: una rigenerazione urbana ad alto impatto percettivo e funzionale, fondata sull’integrazione sinergica tra archeologia, tecnologia digitale, arte e paesaggio. Attraverso una rete capillare di dispositivi narrativi fisico-digitali, Bacoli diventa una città da esplorare: un’esperienza in cui il passato dialoga costantemente con il presente, trasformando ogni visitatore in esploratore e ogni cittadino in custode attivo di un patrimonio unico. Un intervento semplice, attuabile e scalabile, che valorizza l’identità profonda della città proiettandola nel futuro attraverso un linguaggio contemporaneo e universale. Considerata la ricchezza del territorio il focus principale di questo concorso è stato la messa a sistema di interventi coerenti tra loro, in relazione alle diverse spazialità in un percorso unico. Vengono forniti spunti e linee guida ad ognuno dei punti di interesse, tasselli del macro mosaico.

"Il progetto legge la complessità storica e fisica del contesto di Bacoli, riassumendo, nel segno del mosaico, i principali elementi materiali e immateriali del territorio; il riferimento è ai mosaici romani e alla decorazione tipica delle architetture dell’epoca, oggi archeologie. La proposta interpreta la tessera del mosaico come tessera digitale della contemporaneità attraverso il QR code, ispirandosi all’opera di Pistoletto e alle architetture eteree di Edoardo Tresoldi. Ottima la qualità architettonica e urbanistica, coerente con il tessuto storico e paesaggistico, nonché con le condizioni attuali dell’abitato. In particolare, i piccoli padiglioni proposti sono progettati come elementi flessibili per attività stagionali; interessante la proposta del rivestimento con biomateriali innovativi legati al riciclo di elementi della filiera marina. La proposta risulta originale, innovativa e ben impostata, anche dal punto di vista grafico e comunicativo." Dal verbale della commissione giudicatrice 

in collaborazione con: Arch. Eliana Lavano